Tecnologia di processo

In tutte le ricerche finora effettuate sulle acque di scarico comunali, il processo di ozonizzazione è stato utilizzato dopo la depurazione biologica (vasca di sedimentazione secondaria). Altre applicazioni sono possibili sugli IDA, ma non sono rilevanti ai fini della rimozione delle sostanze in traccia.

Per il trattamento delle acque di scarico con ozono, sono necessarie diverse componenti:


  • Produzione di gas di trasporto: poiché l’ozono non può essere immagazzinato (esplosivo), deve essere ricavato in situ da ossigeno o aria essiccata e successivamente essere immesso nel flusso delle acque di scarico. Negli esperimenti pilota, è stato stoccato ossigeno liquido in appositi serbatoi. Attraverso una stazione di evaporazione e una riduzione della pressione (pressione di esercizio di 5 bar circa), l’ossigeno arriva al generatore di ozono.
  • Produzione di ozono: l’ozono viene ricavato dall’ossigeno attraverso una scarica elettrica. Il campo elettrico necessario consuma molta energia. Una gran parte dell’energia viene dispersa come calore (circa 90%). Il raffreddamento avviene perlopiù con acqua e non influenza molto il bilancio termico di un IDA (riscaldamento delle acque di scarico nel range di 0,1 °C).
  • Reattore di ozonizzazione: nel reattore di ozonizzazione, l’ozono viene miscelato con le acque di scarico. Qui l’ozono reagisce con le sostanze contenute nell’acqua. Per sfruttare l’ozono in maniera ottimale, si consiglia un reattore tubolare o un sistema di serbatoi di miscelazione in serie. Per prevenire qualunque rischio per il personale operativo, il reattore deve essere a tenuta ermetica di gas.
  • Distruttore di ozono residuo: l’aria di scarico del reattore di ozonizzazione viene convogliata attraverso un distruttore di ozono residuo. Esistono distruttori di ozono catalitici e termici.
Fliessschema einer Ozonungsanlage
  • MSR: da un lato, la quantità di ozono deve essere adeguata alle dinamiche di afflusso, dall’altro anche alla diversa composizione delle acque di scarico.
  • Tecnica di sicurezza: l’ozono è un gas altamente irritante. La concentrazione di lavoro massima ammissibile è pari a 200 µg/m3. Per proteggere il personale operativo, devono essere adottate adeguate misure di sicurezza.
  • Post-trattamento: poiché l’ozonizzazione comporta prodotti di ossidazione reattivi, si consiglia di attivare una fase biologica a valle (per es. filtro a sabbia o simili).
xeiro ag